venerdì 11 settembre 2009

riflessione sul "Disegnare" di Simone

Mi piace talmente tanto il concetto che devo per forza metterlo anche qui :

"Il principio (nel senso di inizio). Si pulisce per bene il concetto di Disegnare o Saper-disegnare; si tira via quello strato di muffa che è Uno-che-sa-disegnare-sa-copiare-quello-che-vede, possibilmente servendosi di esempi dalla Storia dell'Arte. Poi si prende la tecnica più semplice e rapida (consigliati matita e fogli A4) e si cerca di scaldare, per almeno tre quatto ore, la propria personalità. In questa fase è importate togliere accuratamente ogni frammento di Paura-che-qualcuno-ti-dica-che-fa-schifo e consolidare le Diversità di Stile-personalità. Dopo questa preparazione lo strumento(disegno) è pronto per essere utilizzato su vari obbiettivi: comunicazione, analisi, riflessione." dal sito www.simoneferrarini.it

( scusa se la metto senza chiedertelo neanche ma mi ha entusiasmato... )

7 commenti:

costanza ha detto...

in effetti... avrò modo di raccontarti di una mia chiacchierata con un bambino, sullo stesso argomento.

cecilia ha detto...

vorrei proprio saperne di più!!!! Grazie!

cecilia ha detto...

vorrei proprio saperne di più!!!! Grazie!

simone ferrarini ha detto...

grazie Ceci!
il concetto è scritto in modo un po' confusionato, ma lo condivido ancora!

giuseppe ha detto...

simo, l'uno aspetto non esclude l'altro.
la personalità non esclude la realtà e il mettersi di fronte alla realtà, di qualsiasi genere...d'altra aprte non è per glia sptrattisti motivo di realtà il mondo che cercano di "fissare" con il disegno su un foglio?...
ovvio che uno utilizza uno strumento per varie finalità ma il primo è cogliere il rapporto con l'esterno(sia esso astratto, metafisico o fisico). duqnue uno è semrpe bravo perchè sa disegnare bene la realtà esterna...l'unico impasse a questa asserzione è il difetto di definizione che si attrabuisc a realtà!
la realtà dunque per me è sempre ciò che si vede. ciò implica che non è detto che si veda la stessa cosa!
con ciò si ha la possibilità, ma soprattutto la libertà, di poter dire che lo scopo del mio disegnare è fare bene la realtà "fisica" se il soggetto vedente reputa che sia il suo fine...poi lo sguardo andrà su come si disegna...e allora nasc la personalità che ogni intreccio di segni reca sempre con sè!
in ultimo come tempo di scrittura ma di valenza esistenziale è che emerge dal disegno il fatto imprescindibile motore e motivazione del disegnare stesso: la necessità di farlo...penso per molti dovuto alf atto di trovare una posizione nel mondo, dettato da un disagio(van gogh, davinci, beuys, rainer, rodin, watteau, delacroix, fragonard, rembrandt, ingres,marini, carrà, boccioni...non ho più voglia di enumerare artisti...ma si capisce che sono un pò tutti e in modo trasversale alle epoche...
scusa se scrivo ma mi ha fatto venire in mente la tua riflessione alcuni spunti che offro in commento...

cecilia ha detto...

uhhmmmm...

simone ferrarini ha detto...

assolutamente l'uno non esclude l'altro. è proprio quello che intendo dire. ora c'è un concetto generale che esclude il "disegnare male ma per necessità" ed è esluclusivamente "disengare bene significa copiare quelacosa che vediamo in giro".
credo che dovrebbe essere un po' come la scrittura dove scrivere è una cosa normale che può essere utilizzata da tutti per prendere appunti o scrivere un diario.